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Approfondimento teorico

L'incontro tra i vissuti del gruppo e la Parola

Formazione per catechisti e animatori biblici

Premessa

Di seguito i diversi aspetti e passaggi attivabili in un confronto di gruppo con la parola di Dio, secondo l'approccio del Bibliodramma. Il documento presenta gli obiettivi raggiungibili ed accenna agli strumenti attivabili.

E' importante sottolineare che esistono più livelli di apprendimento e formazione. Dalla semplice possibilità di una formazione generale, per ogni catechista o animatore biblico, riguardante un approccio efficace negli incontri di gruppo a confronto con la parola di Dio; imparando a condurre gli strumenti di semplice utilizzo che non implicano l'uso del corporeità; fino all'apprendimento della completa metodologia del Bibliodramma,con i suoi 25 strumenti specifici. Il primo livello è realmente "per tutti" e non necessita di alcuna sensibilità ne disponibilità specifica a formarsi alla metodologia del Bibliodramma.

In allegato i percorsi possibili, per la formazione di catechisti ed animatori biblici, calibrati sui diversi bisogni formativi e livelli di apprendimento.

La sequenza dei diversi momenti di un incontro di gruppo

Legenda:

  • In nero modalità e strumenti per ogni facilitatore di gruppo con la Parola
  • In verde modalità e strumenti per un primo utilizzo, molto soft della corporeità
  • In azzurro gli strumenti per un bibliodramma sufficientemente completo
  • In rosso gli strumenti per soli bibliodrammatisti esperti

a) Modalità di presentazione e re-incontro tra i partecipanti.

Un incontro autentico, sincero, da cuore a cuore, tra i partecipanti del gruppo.

Tra gli strumenti proponibili:

Presentazione classica; con metafora; con il foto linguaggio; Camminata – incontro; Presentazione con la palla; presentazione reciproca in "inversione a coppie" (o a specchio); Ognuno sceglie chi lo presenta; Ognuno dice il nome di un altro e qualcosa che gli è rimasto impresso; la condivisione dei sentimenti; presento il compagno sulla destra; la "Scodella dei colori".

b) Clima e modalità di partecipazione.

La possibilità, condivisa e concordata, di partecipare ad un incontro di gruppo, liberi di esprimersi o meno, certi di non essere in alcun modo giudicati.

Tra gli strumenti proponibili:

  • L'affidamento allo Spirito Santo; Il contratto formativo; le regole di partecipazione.

c) Relazione tra i partecipanti del gruppo ed il facilitatore

La possibilità di non essere dei passivi partecipanti ad un incontro ove qualcuno "insegna" ed i partecipanti "imparano".

Tra gli strumenti proponibili:

  • Oltre alle regole di partecipazione; la disposizione a cerchio e il particolare ruolo del "facilitatore".
  • Sociometria d'azione – schieramento – barometro: sono costituite dall'insieme delle tecniche che rendono rappresentabili sia il tipo di relazione che intercorre tra i partecipanti che il tipo di rapporto - vissuto che gli stessi hanno con un determinato aspetto della realtà.

d) L'ascolto delle motivazioni per un incontro con la Parola

La possibilità di incontrare la parola di Dio partendo dalla consapevolezza dei propri bisogni e desideri profondi. Per garantire un incontro motivato e reale.

Tra gli strumenti proponibili:

- ascolto interiore ed identificazione dei propri bisogni - desideri, in relazione al tema e alle specifiche risposte che offre il brano biblico proposto.

e) L'incontro consapevole con la Parola

La possibilità di comprendere, essenzialmente, il significato del testo, potendo cogliere, per risonanza, ciò che di esso "ci parla" particolarmente.

Tra gli strumenti proponibili:

- Lettura o narrazione di tutto il testo o dello stesso diviso in versetti...; inserendo commenti e consegne-stimolo. In alternativa alle letture, anche video o testimonianze vocali registrate, possono costituire validi stimoli per il gruppo.

- Variante: lettura o racconto guidato attraverso una visualizzazione della scena biblica.

- Ri-ascolto interiore e sottolineature del gruppo.

- Commento alla lettura: anche suddivisa, a seguito della lettura di ogni singola parte – versetto del brano.

- Far emergere la domanda centrale che il brano pone ad ogni lettore: scegliendo una modalità stimolante ed opportuna per porla all'attenzione del gruppo. Esempio: posto un simbolo al centro, il gruppo, esprime ciò che sente come messaggio centrale, commentando a specchio dall'esterno.

f) Con i nostri sensi ed emozioni, "dentro la Parola"

Una partecipazione coinvolgente, dinamica e con tutto noi stessi: i nostri sensi, le nostre emozioni, la nostra facoltà immaginativa ed intuitiva, volendo il nostro corpo.

La possibilità di entrare nei racconti; di mettersi nei panni dei personaggi, cogliendo in modo vivo, il messaggio di un testo.

Questo attraverso la proposta di molteplici strumenti, spesso diversi da un incontro all'altro.

Tra gli strumenti proponibili:

  • Il gruppo fa da specchio, osservando un personaggio (interpretato dal conduttore) o un oggetto simbolico posto al centro della scena. Sostanzialmente i partecipanti esprimono ciò che vedono – percepiscono, colgono da fuori.
  • Il gruppo intervista un personaggio interpretato dal conduttore. Variante: Il Conduttore, nei panni di un personaggio, provoca, interpella i partecipanti (possono anche essere nei panni della gente del brano).
  • Mettersi nei panni di un personaggio, immaginando ed esprimendo solo verbalmente. I partecipanti, parlando in prima persona, esprimono le emozioni o i pensieri di un dato personaggio.
  • Tutti i partecipanti assumono contemporaneamente i panni di un personaggio, anche con il corpo, rimanendo tutti in cerchio. Meglio se chiudono gli occhi.
  • La statua corporea. Ogni partecipante assume, contemporaneamente, la postura suggerita da un determinato personaggio o stato emozionale.
  • L'espressione dei sentimenti e pensieri di Gesù. Per evitare involontarie "manipolazioni interpretative, è bene esprimerli con la modalità dello specchio da fuori e non stando nei suoi "panni divini".
  • Fare il doppio di un personaggio: dar voce ad emozioni – pensieri, ponendosi alle sue spalle. Il personaggio potrebbe essere rappresentato in inversione di ruolo, anche dal solo facilitatore.
  • Drammatizzazione della scena centrale del testo: vengono collocati alcuni panni colorati, per identificare lo schema simbolico di una scena biblica. Osservandoli, ogni partecipante sceglie il personaggio che maggiormente risuona in lui in quel momento (non quello che gli assomiglia); quello "che ha qualcosa da dirgli"... Un partecipante per personaggio resta poi in scena per l'inedita rappresentazione. Ognuno non "recita" il testo, ma rappresenta "il personaggio che è in lui". (E' possibile fermarsi anche alla sola schematizzazione della scena, con i drappi, senza arrivare all'inversione di ruolo con il corpo). Intervista a chi sta rappresentando. Esempi: "Chi sei...?; cosa senti in questo momento...?; Cosa percepisci in questa situazione...? Cosa desideri in questo momento...?; Ora puoi dire, fare o chiedere ciò che il tuo personaggio desidera esprimere; Anche il pubblico, quando il conduttore lo permette, può ora dire... o fare domande ai personaggi.
  • La via dei sensi alla Parola. Una modalità, attraverso la messa in azione dei 5 sensi, di entrare nella Parola e in ciò che rispecchia della nostra vita (vedi apposito documento).

g) Rispecchiare la propria vita e cogliere i doni nella Parola

La possibilità di rispecchiarsi nei racconti, nei personaggi e nel messaggio di un testo; cogliendo nuovi aspetti o conferme, relativamente alla propria vita. Ricevendo in dono almeno parziali o decisive risposte ai propri bisogni e desideri profondi.

Tra gli strumenti proponibili:

  • Interrogativi: domande, sulla vita di ognuno, stimolate dal testo, che arricchiscono il confronto. "Cosa ti dice...rispetto alla tua vita...?".
  • Visualizzazione e condivisione d'esperienze analoghe al testo nella propria vita.
  • Immaginazione facilitata: calarsi interiormente, dopo un momento di rilassamento, per visualizzare aspetti del brano, immaginandosi all'interno della scena... e/o immaginando esperienze analoghe, o anche desiderate, nella propria vita.
  • Dialogo con la sedia vuota: un partecipante, postosi di fronte ad una sedia vuota, immagina una determinata persona, o personaggio, seduta davanti a sé e gli esprime un messaggio personale. Per le implicazioni psicologiche, l'esercizio è bene sia proposto solo da facilitatori con esperienza consolidata.
  • Mettere in azione un disegno: quando i membri del gruppo, come concretizzazione espressiva di un immagine personale, hanno elaborato un disegno da condividere insieme), è possibile "Mettere in azione un disegno", uno o più dei disegni effettuati dal gruppo, attraverso l'inversione di ruolo dell'autore con un elemento del disegno. Per le implicazioni psicologiche, l'esercizio è bene sia proposto solo da facilitatori esperti.
  • Il simbolo vissuto. Possibilità di coniugare il gesto simbolico - metaforico, al vissuto personale; coinvolgendo chi lo compie e chi lo guarda. Esempio: in un gruppo viene posto del pane spezzato al centro; simbolo eucaristico e gesto concreto...; il facilitatore chiede al gruppo di immaginare che quello al centro sia "il pane spezzato di Gesù". Poi invita ognuno a prenderne un boccone e a tenerlo in mano. Ognuno associa un'emozione. Poi invita ognuno a chiudere gli occhi e a cibarsi di quel pane, simbolicamente eucaristico, lasciando che emerga un'immagine relativa alla propria vita e al rapporto con quel Pane. Quando hanno colto l'immagine e l'emozione che l'accompagna, aprono gli occhi. Quando tutti hanno aperto gli occhi, condividono in gruppo.

h) Affidarsi a Dio, in comunione con i fratelli

La possibilità di vivere insieme il sincero "affidamento a Dio", a partire da ciò che l'incontro con la Parola ha fatto scaturire dai nostri cuori. Un'occasione talora per ringraziare, altre volte per invocare Dio, nella viva comunione con i fratelli.

Tra gli strumenti proponibili:

- La condivisione finale spirituale. Ad esempio: in cerchio, alla presenza di un'Icona; ripensando al proprio desiderio – bisogno iniziale e allo specifico dono fattoci con questa Parola, possiamo ringraziare..., pregare per... . Conclusione con una preghiera collettiva come il Padre nostro

- La condivisione finale laica-pedagogica. Ad esempio: in cerchio, ripensando al proprio desiderio e bisogno, riflettono e condividono riguardo a ciò che l'incontro con la Parola ha lasciato, in termini di maggior consapevolezza; indicazione interiore.

 

Allegato 2

Facilitare un incontro di gruppo con la parola di Dio

L'esperienza di molti gruppi di catechesi o di animazione biblica ci insegna quanto sia difficile poter riuscire a "far avvenire un incontro autentico" tra Parola di Dio ed i reali bisogni, la vita stessa dei partecipanti.

Il Bibliodramma, nato nello Spirito del Vaticano secondo, si basa su una metodologia espressiva ed esperienziale che, attraverso una ricerca e sperimentazione costante, mira proprio a perseguire questa finalità.

Dall'esperienza in corso, abbiamo potuto verificare le possibilità concrete e gli obiettivi che tale metodologia permette di raggiungere in maniera significativa. In particolare:

- favorisce un incontro autentico, basato su relazioni sincere, accoglienti e profonde, tra i partecipanti del gruppo;

- permette di partecipare ad un incontro di gruppo, liberi di esprimersi o meno; certi di non essere in alcun modo giudicati;

- si sperimenta il non essere dei passivi partecipanti ad un incontro ove qualcuno "insegna" ed altri "imparano";

- si incontra la parola di Dio a partire dalla consapevolezza dei propri bisogni e desideri profondi;

- si ha la possibilità di comprendere il significato del testo, potendo cogliere, per risonanza, ciò che di esso particolarmente parla alla singola persona;

- si è più consapevoli, rispecchiandosi nei racconti, nei vissuti dei personaggi e nel messaggio di un testo; cogliendo nuovi aspetti o conferme, relative alla propria vita;

- si trovano almeno parziali o decisive risposte ai propri bisogni e desideri profondi;

- si sperimenta insieme il sincero "affidamento a Dio", a partire da ciò che l'incontro con la Parola ha fatto scaturire dai cuori dei partecipanti, nella viva comunione con i fratelli. Questo anche condividendo, ringraziando ed invocando Dio.

- Ci si sente coinvolti da una proposta diversa da ciò che, troppo spesso, "assomiglia alla "celebrale" esperienza scolastica".

- Nell'insieme un'esperienza dinamica, che coinvolge e ci mette in gioco: i nostri sensi, le nostre emozioni, la nostra facoltà immaginativa ed intuitiva; volendo il nostro corpo.

Ogni catechista, per dotarsi delle competenze necessarie, ha la possibilità di formarsi, attraverso percorsi diversi: da quelli basilari, adatti a tutti; a quelli per un apprendimento metodologico completo del bibliodramma, che richiedono una sensibilità e motivazioni più specifiche. (Per informazioni su tali diversificati percorsi: www.bibliodrama.it o 0306017042).